• Comune di Lucca
  • Con il patrocinio di: Regione Toscana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • Comune di Lucca
  • Festival: from 30/10 to 02/11 - Exhibitions: from 18/10 to 02/11

Snoopy & Friends - Peanuts Experience

di Giovanni Russo

Quando, nel dicembre 1999, Charles Monroe Schulz – per tutti semplicemente Schulz – smise di disegnare i Peanuts, e ancor di più alla sua morte circa un anno dopo, la sensazione fu quasi più di sconcerto che di dolore. Per i quaranta-cinquantenni di oggi i Peanuts erano sempre esistiti, e arrivare al punto in cui ci si rese conto che non ci sarebbero più stati fu uno shock. Come può finire qualcosa che c’è sempre stato, un fumetto-istituzione che quelli della mia generazione avevano vissuto come eterno, non diverso da Tex, dai supereroi americani, dai personaggi Disney?

E invece anche i Peanuts si apprestavano a diventare un classico, un’opera compiuta a cui avvicinarsi con un approccio inevitabilmente storico, un monumento da inserire nel suo tempo al posto di quel contrappunto quotidiano, per definizione sempre attuale, che aveva segnato la giovinezza di ben più di una generazione.

Non mi ricordo quando i Peanuts entrarono nella mia vita per la prima volta. Di sicuro non in forma di volume o volumetto, come i vecchi tascabili della Bur che ancora conservo. Probabilmente avrò visto le strisce sui quotidiani, quando ancora, anche in Italia, i giornali ospitavano la pagina dei fumetti. Ma è più probabile che il primo contatto avvenne in altre forme, come diari scolastici, quaderni, cartoncini d’auguri e altro materiale concesso in licenza. Di sicuro non avevo l’età per capire del tutto, ma questo non mi ha impedito, in seguito, di apprezzare il fumetto per quello che realmente era, una striscia che, attraverso bambini e personaggi accessibili anche ai bambini (su tutti Snoopy) per bambini non era.

Autori che hanno segnato la storia recente del medium, come Bill Watterson, si sono sempre detti contrari allo sfruttamento commerciale dei personaggi delle strisce, in nome di un’identità artistica che non doveva accettare compromessi. Da lettore adulto rispetto la posizione di Watterson, e sono felice di vivere in un mondo in cui esistono artisti della sua integrità. Non sono però sicuro che la sua soluzione debba avere valore generale. Non mi indigno di fronte allo sfruttamento commerciale di personaggi di successo, ma in genere, se amo i fumetti originali, i prodotti derivati, le continuazioni spurie, i gadget, le action figure e tutto il resto del merchandising mi interessano poco. Semplicemente, non è roba per me. Ma se penso al me stesso bambino, che conobbe i Peanuts per altre vie e solo più tardi arrivò a comprendere la complessità e la vera natura di quei pupazzetti stilizzati, non mi sento di dare torto a Schulz, che a differenza di Watterson accettò che i Peanuts fossero declinati in tutte le salse. Non per questo la sua dignità artistica ne uscì diminuita, perché i suoi fumetti continuavano a seguire una traiettoria che era tutta loro, magari con qualche inevitabile passaggio a vuoto ma senza mai snaturare un percorso che appariva coerente e necessario, con picchi di penetrante poesia che arrivavano regolari come piccole epifanie quotidiane. Ben vengano dunque le licenze, consapevoli che non sono quelle, di per sé, a diminuire il talento di un autore o a compromettere la sua integrità artistica.

In questo scenario, non sorprende che i Peanuts abbiano già goduto di una trasposizione animata, andata avanti per più di quarant’anni (il primo episodio, Il Natale di Charlie Brown, è del 1965) per un totale di circa 50 episodi di mezz’ora trasmessi come speciali televisivi autonomi.

E sorprende ancor meno che nel 2015 sia stato prodotto un film in CGI, realizzato dai veterani dei Blue Sky Studios. Il nuovo film, diretto da Steve Martino e sviluppato sotto il diretto controllo della famiglia di Schulz, riprende il difficile compito di declinare cinematograficamente dei personaggi che vivono le loro avventure, universali ma minimali, a blocchi di quattro vignette alla volta. Il risultato lo giudicheranno i posteri, ma se il film servirà per tenere ancora in vita i Peanuts e a farli conoscere ai bambini di oggi e ad altri ignari lettori (ma chi altri, se non i bambini?) che magari lo useranno come via d’accesso al fumetto, allora ben venga il film e mille altri.

La mostra nella Chiesa dei Servi è allestita con lo stesso spirito: un modo per riavvicinare tutti, vecchi o nuovi lettori che siano, a dei personaggi che ancora oggi hanno moltissimo da dire e che per molti, me compreso, sono dei compagni di viaggio quasi insostituibili.

La mostra:
A cura di 20th Century Fox
Luogo: Chiesa dei Servi
Data: dal 29 ottobre all’1 novembre
Orari: ore 9.00 - 19.00 (sabato 31 ore 9.00 – 21.00)
Ingresso gratuito 

 

 

[immagine interna ed esterna: © 2014 Twentieth Century Fox Film Corporation.  All rights reserved.  Not for sale or duplication]

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