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Il poster di Lucca Comics & Games 2019

Dal 1966 Lucca Comics & Games è una delle principali manifestazioni dedicata al fumetto e alla cultura dell’Illustrazione, e da sempre lavoriamo con entusiasmo, passione e professionalità per meritare il posto che occupiamo.

La tradizione di affidare l’immagine di ogni edizione a un artista in grado di interpretare il tema annuale con un poster è ormai consolidata.

Sin dagli anni ‘70 l’avventura di questi poster è una continua sperimentazione che ha regalato clamorosi risultati in termini di potenza visiva, mescolando disegni, fotografie e collage. Un esempio su tutti è il manifesto del ‘78 di David Pascal, cartoonist pubblicato su New Yorker e New York Times, vincitore (tra gli altri) nel 1977 del Premio della National Cartoonists Society nella categoria Comic Books - Humor.

Nella sua immagine Pascal setta la scena proprio davanti al Teatro Del Giglio di Lucca: inserisce una foto della piazza, una cartolina, la colora e vi disegna sopra una folla tra la quale appaiono alcuni fra i più conosciuti personaggi dei fumetti dell’epoca. “Il manifesto, sottolineando la folta partecipazione, è un tributo al successo del Salone (...). È un’affermazione perentoria della natura del fumetto e perciò del Salone: il suo essere - dover essere - soprattutto popolare. Per tanti, se non per tutti. Non area esclusiva per un’élite privilegiata, ma espressione figurativa e letteraria dove l’altezza della qualità non sia di ostacolo all’accesso.” (I Quaranta Ruggenti, a cura di Gianni Bono e Pier Luigi Gaspa Edizioni If)

Negli anni ‘90 vedono alternarsi manifesti puramente illustrati (come uno splendido Yellow Kid di Corrado Mastantuono usato sia nel ‘93 sia nel ‘94) a poster prevalentemente grafici, fino a manifesti totalmente testuali (1996).

La grande storia cartellonista di Lucca si è poi rinnovata su spunto dell’artista argentino Ciruelo Cabral, che nel 2003 propone al Festival di Lucca di tornare alla grande tradizione come quel poster illustrato per Lucca dal suo grande connazionale Oscar Chichoni nel 1986. Da quell’anno si alternano artisti provenienti da mondi diversi che rappresentano molteplici espressioni, spaziando dal massimo della tradizione alla ricerca di nuove forme e composizioni: la piratessa di Barbucci e Canepa (2004) è una delle prime immagini a utilizzare potentemente la colorazione digitale; poi c’è l’olio fotorealistico dei pittori statunitensi Rick Barry e Phil Hale (2009); e ancora il manifesto a quattro mani di Sara Pichelli e Laura Zuccheri (2012).

Una continua ricerca, che dal puro tratto fumettistico nel poster di Zerocalcare in occasione dei 50 anni del Festival (2016), va ad abbracciare nel 2017 lo stile dell’affiche cinematografico, grazie alla potente illustrazione pittorica di Michael Whelan, il primo autore vivente ad accedere alla Science Fiction Hall of Fame; per arrivare al 2018 con il primo caso di artwork generativo applicato ad un Festival, grazie alla creatività di LRNZ e al suo software in grado di generare oltre 11 miliardi di differenti poster.

Nel 2019, dopo la sperimentazione digitale di LRNZ, Lucca Comics & Games guarda all’innovazione tornando ad una rinnovata tradizione. Ecco che Barbara Baldi, premiata nel 2018 come Miglior Disegnatrice con il Gran Guinigi di Lucca e con il Premio Micheluzzi di Napoli, ha realizzato un poster intriso di ricerca in grado di tornare alle origini: Il Teatro del Giglio, sede delle conferenze del primo Salone di Lucca nel 1966 e centro delle attività culturali del Festival, è lo scenario di questa bellissima immagine che mostra un bacio fra un essere umano e un androide davanti alla platea del pubblico di Lucca.

L’artista non ha realizzato solo un’immagine, ma un vero e proprio racconto d’amore che incarna appieno il senso del tema Becoming Human. Un manifesto visivo ma anche un manifesto di intenti: il Festival come luogo analogico in cui interrogarsi su cosa significhi essere umani. Il poster 2019 è quindi un oggetto ibrido, nella tecnica e nelle intenzioni, un’illustrazione che cita la concept art e usa il photobashing, mescolando elementi fotografici a elementi illustrati digitalmente. Una tecnica tra collage e matte-painting, colma di easter eggs (più o meno immediate) da cogliere per capire il lavoro di ricerca che ne ha preceduto la realizzazione.

Ecco dunque (spoilers ahead!) tutta una serie di riferimenti e citazioni da scoprire: dalla posa che cita il classico Bacio di Klimt alle scarpe Converse della protagonista, dai riferimenti alla tipografia fantascientifica di Ghost in the Shell e Blade Runner (con un redesign del classico font Stop di Aldo Novarese realizzato da Zetafonts) al mecha design di Chris Cunningham per All Is Full Of Love di Bjork (grazie anche ai rendering 3d di Vladislav Ociacia disponibili su Shutterstock). Per finire con lo sfondo, basato su una foto gentilmente concessa del Teatro Del Giglio di Lucca, su cui l’autrice ha lavorato con pennelli e textures digitali per modificare luci e carattere. E sempre grazie alle textures ecco apparire sulla pelle del volto dell’androide, il ben noto circolare labirinto di San Martino, uno dei simboli di Lucca.

Per questa capacità di unire tecnica, stili, gusto e messaggio, il poster 2019 ha unito in un’esplosione di consensi giornalisti, addetti ai lavori, fan e pubblico.

 

Poster credits
Illustrazione: Barbara Baldi
Art direction: Studio Kmzero
Font: Stop di Aldo Novarese / redesign Zetafonts
3D arm model: Ociacia / shutterstock.com
Immagine del Teatro del Giglio per gentile concessione dell'A.T.G. (Azienda Teatro del Giglio)

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