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Junji Itō: La spirale della mente, l’inferno della carne

Junji Itō lascia la professione di odontoiatra per dedicarsi a tempo pieno al fumetto. Se l'ispirazione per l’horror gli viene dai maestri giapponesi che l'hanno preceduto, come Hino e l'amatissimo Umezz, fin da subito Itō rivela una cifra stilistica originale e fortemente caratterizzante.

Al tratto scarno e caricaturale dei suoi predecessori contrappone un minuzioso, elegante ed efferato realismo grafico, reso brutalmente efficace dalle sue approfondite conoscenze medico-anatomiche. Parimenti, le sue opere beneficiano di una rara capacità di comprensione ed espressione tanto delle profondità più recondite e contorte dell'animo umano, quanto di forme, difformità e mostruosità della società consumistica contemporanea.

Così, se da un lato il suo body horror colpisce e intriga anche il pubblico mainstream, dall'altro Itō dissemina i suoi lavori di sottotesti – dall'introspezione psicopatologica alla critica sociale – riuscendo nella difficile impresa di essere pop e intellettuale allo stesso tempo. Sue tematiche principali sono i disturbi di percezione, le somatizzazioni ossessivo-compulsive, le paure ataviche, la fascinazione per l’autodistruzione, l’alienazione.

Nello sviluppo del suo discorso artistico Itō pesca a piene mani da altre forme espressive come il cinema (Hitchcock, la fantascienza classica, i b-movie), la letteratura (Lovecraft, King), la pittura (Dorè, Escher, Bosch).

Svariate sue opere sono state trasposte in animazione e live-action, annoverando non di rado lo stesso Itō alla sceneggiatura.

 

Luogo: Palazzo Ducale - Lucca

Data: dal 13 ottobre al 4 novembre 2018

Inaugurazione: sabato 13 ottobre

Orari: dal 13 al 29 ottobre, lunedì al venerdì ore 15.00-19.00, sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00 / dal 30 ottobre al 3 novembre, ore 9.00-21.00 / 4 novembre, ore 9.00-19.00

Ingresso gratuito

 

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  • Girandola di emozioni, nuovi amici in un caldo abbraccio di folla festosa, carnevale dell'anima. Carlo Stuto.
  • Lucca, sei il fumetto che amo. Giuseppe Bennardo.
  • Ogni anno a Lucca le parole sono nuvole sulle labbra, qui vive ogni cosa che puoi immaginare. Alessandro Cecchinelli.
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